|
Rocco
Scirocco Mi sdilinquisco un pò, a parlare di Rocco, ma è che ci conosciamo da venticinque anni, l'ho acquistato nella Standa che stava sotto ai portici del Duomo. Fa parte della famiglia dei Muppet Show; vorrei tanto dargli un amico ma sono introvabili. Tace per giorni, e quando parla stupisce: mi conosce molto bene. La mente ricorda che è stoffa inanimata ma il cuore si rifiuta di crederci e quando lo guardo, gli parlo e lo abbraccio, so che mi ama. The Multifunction Wombing Room Vivo da 6 mesi nella casa che era di mio nonno e finalmente posso organizzare la mia abitazione a piacimento: innanzitutto il giardino, sul minuscolo balconcino; poi il letto a castello per stare vicino al soffitto; poi quattro dispenser per il sapone, le panche ginniche, il proiettore, il ragno appeso al soffitto, i miei quadri. Olé! Adesso mi sento a casa. Divido l'appartamento con mio cugino Andrea, che amo. Abbiamo impostato il rapporto sulla sincerità, amiamo molto parlare, raccontarci, confrontare le nostre idee. Bellissimo. Sono molto fortunato a poterlo avere vicino. La sua presenza mi scalda, mi dà coraggio. ricordi privati Naturalmente ci sono molte storie da raccontare, dietro agli oggetti che amiamo, dietro ai ricordi. Ma solitamente queste storie riguardano anche qualcun'altro: il genitore, l'amico, l'amata. Credo di essere già sufficientemente indiscreto a mostrare le fotografie delle persone che ho nel cuore, per potermi permettere anche qui di raccontare cosa c'è dietro a degli sciocchi anellini di rame, a tre piccoli peluche quasi identici, a un sasso di plastica, ad uno smalto per unghie, ad una spilla con un teschio disegnato, ad un alce dallo sguardo fumato; è inutile essere criptici ma in qualche modo, il mio bisogno di esternare deve trovare anche qui, tra questi ricordi carissimi, il suo spazio, seppur dietro al velo dell'allusione. E la sua scomoda, provocatoria, ridicola forma. (Che sembravano innoqui) Di nessun valore, di nessun peso. Eppure, se si guardano più attentamente i riflessi, ci si può perdere nel sogno. Viola: naturalmente artificiale. ![]() spilla
con il teschioCome niente trasformarsi, creare, rendere onirica la materia. alce fumata originariamente era morbida e color nocciola, ma ha conservato tutta la pregnanza del suo sguardo da demente Mi sento banale a parlare di una moto al femminile. Ma per me è viva e di sesso femminile, anche se sono banale. Che è femminile lo si capisce da due cose: il piumaggio perlato e la carenatura dello sterno, più esile per via della disposizione dei cilindri a V. Il suo nome è a memoria della cagnetta che andò nello spazio sullo Sputnik II, nel 1957. Ora è una ex campionessa incancrenita e macilenta, dall'aspetto antiquato come uno Sputnik. la spada ![]() I morti non protestano, quindi della spada posso parlare perché appartenne al mio defunto nonno. Quando andavo a casa sua ero piccolo e non la potevo toccare: poi un giorno, a vent'anni, polemicamente andai sull'argomento. - Cosa dici, Enea, adesso ti fidi se la prendo in mano? - Tanto è falsa. - Uau, ma è bellissima, ci posso affettare qualcosa? - Non direi. - Nonno, scherzavo, lo sai che non taglia. - E' falsa ma taglia. - Come no, allora affettiamoci qualcosa! - Quando sarai vecchio ci farai quello che vorrai. Riponila al suo posto. Voleva che io fossi come lui, che continuassi la sua vita: una vita di carriera, di donne, di viaggi. Ci siamo sempre scornati perché non approvava la mia diversità; ho resistito egregiamente: non sono come lui e non lo sarò mai. La spada è ancora immacolata. Se arriverò alla sua età e me ne ricorderò, prenderò questa spada, la sguainerò dal suo fodero e qualcosa ci affetterò, non so, una zucchina, per esempio. ![]() ![]() ![]()
|
||||||||||||||||