: Questo blog : è spietatamente : ateo & anticonformista : e pure parecchio strano : ma mica è colpa mia : se sono il coniglio bianco :
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enza le ali
Non si riesce, ad essere perfetti. Per questo che ho iniziato a scrivere quello che penso: per vendetta.
Io volevo essere perfetto.
Avrei voluto piangere lacrime immense, piene di riflessi perlacei e iridescenti e avere la figa. (Con un cazzino retrattile di scorta)
Conoscere per caso Woody Allen, parlarci un po' come se fosse una persona qualsiasi e lui mi abbraccia dicendomi: "Oh, Yuri, adesso vedo per chi ho fatto tutti i miei film: solo noi due abbiamo capito tutto, vogliamo essere amici sul serio? Vuoi vivere con me a New York o preferisci che mi trasferisca io a casa tua?"
Andare in discoteca e ballare meglio di Flash Dance, meglio di Bolero, meglio di Footloose, facendo delle cose assurde e fare andare il cuore in gola ad un mucchio di ragazzine stupende e che ballano anche loro da Dio e si finisce tutti che è così bello che si scopa ballando fino ad un orgasmo collettivo così fantastico che alla fine siamo tutti carnalmente congiunti e immobili in estasi e vengono i vigili, e vengono i giornalisti e alla fine gli scienziati che scoprono che è successo un miracolo metabolico per cui le nostre cellule non invecchiano e nel frattempo noi facciamo dei viaggi mistici sconvolgenti in giro per l'universo per sempre.
Mi vergogno di ciò che ho scritto.

Ma anche limitandosi alla zootecnica: le ali? Come si fa ad accettare un'esistenza senza ali?
Questo maledetto peso, quel bellissimo cielo. Il mio culo schiacciato sulla sedia e la bava di nubi vespertine che mutano lentamente, soffocando il sole di immensi veli.

E cinque miliardi di esseri umani tutti appiccicati qua, puzzando come polli in un pollaio e respirando l'aria acquitrinosa che ristagna in basso, nel sudore esalato dalle città. Senza una piuma, senza un vento, senza l'aria quella vera.
Come si fa ad accettare un'esistenza senza ali? Al di là della fame nel mondo (nella teoria si potrebbe sconfiggere) al di là della morte (non siamo ancora morti) vivendo così abbiamo perso in partenza.
Preferisco lasciar perdere, sinceramente, lo trovo più dignitoso.
Ma rimane la vendetta di sognare.




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