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Di convinzioni ne abbiamo tante, e io ti dico che tu sei stato mollato a febbraio da tua moglie perché era la congiuntura di Saturno in quinta casa, non lo sapevi ma ho il tuo cielo davanti agli occhi. Tieni anche conto che il lavoro che fai, il tergisperma, ti alienerà finché non diventerai padrone dei mezzi di produzione a seguito della necessaria rivoluzione proletaria e dell'espropriazione della proprietà privata. E poi che altra spiegazione vuoi dare a chi stupra, ai terroristi, a chi commercia gli organi: sono cattivi. Come Hitler. Come Stalin. Come il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso. Chissà cosa si prova ad essere cattivo. Ho sempre pensato che visto che i cattivi nelle favole perdono se io mi fossi reso conto di essere un cattivo sarei stato più furbo e mi sarei convertito. Poi ho conosciuto alcuni cattivi e ho scoperto che loro si credono buoni e dicono che io sono cattivo. Allora mi sono preso la briga di separare su una lavagna i buoni dai cattivi, perché cominciavo a fare confusione:
Allora perché non prendiamo tutte le nostre convinzioni e le mettiamo in un enorme sacco di iuta e poi lo leghiamo con la corda? Il sacco si agita si muove e si sballotta, da dentro escono urla strazianti, ruggiti, latrati, guaiti. Lentamente il gran trambusto si quieta; e ora, il silenzio. Nulla si muove. Apriamo cautamente il sacco? Un paio di piume svolazzano sopra alle nostre teste e un enorme fetore di sangue ci ferisce le narici: che spettacolo orrendo, i corpi delle spiegazioni giacciono in un cumulo sanguinolento con le pance aperte. Perché se confrontassimo le nostre convinzioni tra loro si divorerebbero a vicenda fino all'ultima. Quindi, la prossima volta che vedi una bambina dividere alla lavagna i buoni dai cattivi, dille che devi andare in bagno. © BLUQUADRO |
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